Mattina d'inverno

Il desiderio degli spazi aperti mi spinge a uscire di casa. L’età rallenta i miei passi e le nuvole mi ammoniscono. Ma finché potrò, camminerò.

PANORAMA DA CASA MIA

Ho messo nello zaino acqua e un poco di cibo e sono arrivato fino a Uso di Sotto. Il rifugio è chiuso per le solite beghe del Comune.

Il tempo non invoglia e così, essendo pure sabato, ho trovato sulla strada soltanto una coppia di escursionisti che andava di fretta. “Salve” mi hanno detto. Io ho risposto con un cenno del bastone e uno del capo, simultaneamente, senza dar voce. Sono certo che provenissero da San Quirico, altrimenti ci saremmo già incrociati sulla carrareccia. Da casa mia ho impiegato quasi due ore per un percorso che in altri tempi mi avrebbe richiesto la metà.

Non è il punto più alto, si sale ancora, ma per oggi basta.

Tra le nubi e i monti s’insinua il celeste pallido del cielo d’inverno. La luce fredda e misteriosa disegna le linee dell’orizzonte. Guardo lentamente le vette e il verde degli alberi, casa mia è lì sotto, all’estremità del paese.

L’emozione mi coglie sempre in questi momenti. È difficile da spiegare senza cadere nella banalità, ma è come se sentissi il cuore rigonfiarsi invadendo spazi che non gli sono destinati. È come se ad ogni battito il petto si dilatasse, e con lui il tempo, rallentando tutto l’intorno.

Mi siedo e ascolto i suoni del bosco. Sono convinto che gli alberi e le piante sanno della mia presenza, sanno che sono là. In particolare c’è questo ramo basso che sembra oscillare senza una causa. Se fossi più istintivo gli parlerei. Ma non lo faccio perché mi sentirei stupido; può ascoltarmi? Chi lo sa, forse sì. E può rispondermi? Magari a modo suo risponde pure, ma sono io che non so capirlo.

D’altra parte non c’è differenza con gli uomini. Anche le persone ti rispondono per quello che capiscono e noi interpretiamo a modo nostro.

E alla fine non ci si intende.

Chiedete a Pirandello, lui ve lo confermerà.

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VETRINA

In questa sezione vengono ospitate pagine, oggetti, persone e in generale tutte le cose che mi piacciono, come dicono gli arroganti “a mio insindacabile giudizio”.

DA LEGGERE

CONTRAPPUNTI
Giovanni è a una svolta cruciale della propria vita: dopo l’abbandono della professione e la successiva separazione dalla moglie, si trova ad affrontare un quotidiano ostico e incerto.

La relazione che ha compromesso il matrimonio fa da sfondo alla trama di ordinario insuccesso affettivo ed economico, dove prende forma un anziano personaggio, il Generale, suo vicino di casa, la cui vita è stata segnata da uno strazio inevitabile.
Giovanni si ritrova così a intrattenere un nuovo rapporto con chi, come lui, affronta la propria vita in solitudine. I due personaggi principali oscillano come onde dello stesso mare, in un continuo andirivieni. Ma il contrasto tra le due modalità con cui ciascuno affronta la propria esistenza pone interrogativi sulla nostra libertà e sulle conseguenze delle nostre decisioni.
Fino a che punto la vita di ciascuno di noi può essere distorta da eventi imprevisti, sia pur comuni al resto dell’umanità, che le si coagulano intorno fino a trasformarla in qualcosa che non ci saremmo aspettati? Fino a che punto riusciamo ad ammettere l’eventualità di poterci, senza volerlo, ritrovare scaraventati nella parodia della vita che, invece, ci piaceva immaginare?

STRADE VERSO CASA
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COMPRA DA FELTRINELLI

LINGUA MADRE, Maddalena Fingerle

«Sono pagine di rara potenza, un pugno allo stomaco a chi legge e insieme dimostrazione sul campo di quel potere della parola che è il tema profondo del testo».
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Maddalena Fingerle, Lingua Madre
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PERCHÉ L’UCRAINA
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Noam Chomsky, Perché l'Ucraina
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Niente altro da dire. Leggetelo.

GIULIO CESARE VANINI
Tutti conoscono Giordano Bruno, ma pochi Giulio Cesare Vanini, definito dai suoi contemporanei l'acquila degli atei.

Nacque a Taurisano, attuale provincia di Lecce, e fu messo a rogo a Tolosa il 9 febbraio 1619, a trentaquattro anni, per "ateismo, bestemmia, empietà ed altri eccessi". Poco noto, poiché la Chiesa ne ha quasi cancellato la memoria, ha segnato un punto di svolta contribuendo, con le sue opere e con la sua testimonianza, alla nascita dell'Europa laica e moderna.
Questo volume raccoglie gli eventi fondamentali della sua appassionante vicenda umana e intellettuale. Da non perdere.

HO TROPPO POCO TEMPO PER DIRE COS'È IL TEMPO

Su Edoardo Boncinelli, genetista, filosofo e accademico italiano c'è molto da dire, dato che immagino di voi i più non lo conoscano. Ma potete tranquillamente fare un giro in rete e rendervi conto che sapete tutto sui cantanti di Sanremo ma non conoscete le nostre grandi personalità. Il libro è snello e di agevole lettura: riflette sul tempo da diversi punti di vista. Consigliato.