L'anti-Antifascismo

Avevo detto che in questo blog non avrei parlato di politica. La realtà mutata mi costringe, però, ad una seconda deroga e non posso promettere che non ce ne saranno altre. Oggi voglio dire due parole per chiarire le idee più a me che a voi che state leggendo.

SENZA PAROLE.

Sono trent’anni che viviamo la costante riduzione dei livelli di democrazia, lo scadimento culturale e una sorta di disfacimento etico. Il Governo abbandona temi che potrebbero migliorare la vita di molte persone senza peggiorare quella di altre, come ad esempio il contrasto alla omotransfobia, il diritto al suicidio assistito, l’effettiva – nella pratica – legalizzazione dell’aborto, la liberalizzazione della cannabis.

Stiamo vivendo un declino economico: abbiamo salari molto bassi e una disoccupazione alta; per giunta, è stato eliminato il reddito di cittadinanza senza che sia stata istituita una valida alternativa; la sanità pubblica, dal 1978 orgoglio e vanto nazionale, si sta sciogliendo al sole mentre quella privata ingrassa. Gli investimenti pubblici sono carenti; sono state trascurate le condizioni per investire completamente i soldi del PNRR. Anzi, l’abolizione di reati come l’abuso d’ufficio e l’allargamento delle maglie nella concessione di pubblici appalti consentiranno di affidare i lavori agli amici degli amici senza alcun pericolo.

Giorgia Meloni, anziché uscire dall’Europa come propagandato nelle sue campagne elettorali, sta lavorando per spostarne a destra la leadership, con il rischio che le idee che sta sostenendo e incentivando in Italia diventino predominanti all’interno della UE.

L’attuale destra italiana sta cercando il riconoscimento morale del proprio passato e della storia del MSI nel tentativo di mettersi alla pari con gli altri partiti e gruppi politici che sono nati dall’antifascismo, ignorando o facendo finta di ignorare le proprie radici fasciste. Sta cercando di riequilibrare la bilancia della memoria portando alla ribalta episodi del passato recente, come l’assassinio di Ramelli o le foibe, che tuttavia, pur incrociandosi sul terreno della Storia, hanno differenti genesi ed evoluzione, nel contempo banalizzando i saluti fascisti e colpevolizzando le manifestazioni antifasciste: una sorta di anti-antifascismo.

In questo quadro si colloca perfettamente il tentativo di trasformare la Repubblica in chiave presidenzialista, tentativo che avrebbe due effetti: superare le nostre radici antifasciste e permettere al suo partito di atteggiarsi a padre di una rinnovata Costituzione.

Io non voglio consentirlo: mi sto rimboccando le maniche.

VETRINA

In questa sezione vengono ospitate pagine, oggetti, persone e in generale tutte le cose che mi piacciono, come dicono gli arroganti “a mio insindacabile giudizio”.

DA LEGGERE

CONTRAPPUNTI
Giovanni è a una svolta cruciale della propria vita: dopo l’abbandono della professione e la successiva separazione dalla moglie, si trova ad affrontare un quotidiano ostico e incerto.

La relazione che ha compromesso il matrimonio fa da sfondo alla trama di ordinario insuccesso affettivo ed economico, dove prende forma un anziano personaggio, il Generale, suo vicino di casa, la cui vita è stata segnata da uno strazio inevitabile.
Giovanni si ritrova così a intrattenere un nuovo rapporto con chi, come lui, affronta la propria vita in solitudine. I due personaggi principali oscillano come onde dello stesso mare, in un continuo andirivieni. Ma il contrasto tra le due modalità con cui ciascuno affronta la propria esistenza pone interrogativi sulla nostra libertà e sulle conseguenze delle nostre decisioni.
Fino a che punto la vita di ciascuno di noi può essere distorta da eventi imprevisti, sia pur comuni al resto dell’umanità, che le si coagulano intorno fino a trasformarla in qualcosa che non ci saremmo aspettati? Fino a che punto riusciamo ad ammettere l’eventualità di poterci, senza volerlo, ritrovare scaraventati nella parodia della vita che, invece, ci piaceva immaginare?

STRADE VERSO CASA
Cinque racconti disseminati nel tempo, cinque storie dal sapore vagamente rétro, che hanno la solitudine come filo conduttore. La scrittura è snella e musicale. Disinteressatamente consigliato.

COMPRA DA FELTRINELLI

LINGUA MADRE, Maddalena Fingerle

«Sono pagine di rara potenza, un pugno allo stomaco a chi legge e insieme dimostrazione sul campo di quel potere della parola che è il tema profondo del testo».
Premio Italo Calvino

Maddalena Fingerle, Lingua Madre
Pagine: 200 Brossura
Prezzo: € 17,00
Editore: Italo Svevo

PERCHÉ L’UCRAINA
"Dobbiamo trovare il modo per porre fine a questa guerra prima che ci sia un'escalation".

Noam Chomsky, Perché l'Ucraina
Pagine: 144
Prezzo: € 12
Editore: Ponte alle Grazie
Niente altro da dire. Leggetelo.

GIULIO CESARE VANINI
Tutti conoscono Giordano Bruno, ma pochi Giulio Cesare Vanini, definito dai suoi contemporanei l'acquila degli atei.

Nacque a Taurisano, attuale provincia di Lecce, e fu messo a rogo a Tolosa il 9 febbraio 1619, a trentaquattro anni, per "ateismo, bestemmia, empietà ed altri eccessi". Poco noto, poiché la Chiesa ne ha quasi cancellato la memoria, ha segnato un punto di svolta contribuendo, con le sue opere e con la sua testimonianza, alla nascita dell'Europa laica e moderna.
Questo volume raccoglie gli eventi fondamentali della sua appassionante vicenda umana e intellettuale. Da non perdere.

HO TROPPO POCO TEMPO PER DIRE COS'È IL TEMPO

Su Edoardo Boncinelli, genetista, filosofo e accademico italiano c'è molto da dire, dato che immagino di voi i più non lo conoscano. Ma potete tranquillamente fare un giro in rete e rendervi conto che sapete tutto sui cantanti di Sanremo ma non conoscete le nostre grandi personalità. Il libro è snello e di agevole lettura: riflette sul tempo da diversi punti di vista. Consigliato.