Chi di voi sentiva la necessità di riempire i piccoli vuoti esistenziali di cui il nostro quotidiano, come un formaggio svizzero, è composto? Nessuno, certamente. Ma soprattutto, chi di voi si sente sforacchiato come un colabrodo? E qui nuovamente la risposta è: nessuno.

Ma io non sono voi e per fortuna voi non siete un formaggio coi buchi.
Voi, io già vi vedo, sempre di corsa dietro alle vostre faccende. Non vi vedo in faccia ma so come siete: tutti diversi, ognuno col suo lavoro, coi suoi impegni, per i più fortunati, che poi sono la maggioranza, sveglia la mattina, turno in ufficio, oppure in fabbrica, chi guida gli autobus, chi gli aerei, chi va a pulire i vetri e le stanze dei grattacieli, chi va a vendere le cose che non servono, chi va a passeggiare perché non lavora più. Tutti uguali, tutti con lo stesso scopo: vivere nel migliore dei modi pensando soltanto ai fatti propri. Quelli che curano i figli o il genitore invalido, quelli che si abbracciano la moglie, il marito o l'amante in realtà lo fanno solo per il proprio egoistico tornaconto. Pensateci bene. Rare sono le persone che disinteressatamente pensano agli altri. Avete mai visto qualcuno che sua sponte si ferma a parlare con una persona sola, magari che sta aspettando l'autobus o sta al tavolino di una trattoria? Quelli che viaggiano da soli e mangiano da soli, ecco, quelli sono veramente soli.
Dunque, tornando ai buchi del formaggio, anche io devo riempire i miei vuoti e, siccome siete tutti impegnati, ho creato questo blog.
Poco per volta vi parlerò anche di me. Per cominciare vi do qualche notizia, informazioni di base, l'essenziale, niente di più, del tipo di quelle che ti chiedono i carabinieri quando ti fermano.
Ho settantacinque anni, sono pensionato e sono vedovo. Ho un figlio cinquantenne che vive a Seattle e lì s'è costruito la sua famiglia. Ho tanto tempo che mi avanza e voglio utilizzarlo per comunicare con voi da questa diavoleria. Pubblicherò qualche sciocchezza, risponderò a chi vorrà chiedere, ogni tanto scriverò delle mie opinioni su taluna o talaltra cosa un po’ più seriamente ma, in fondo, sempre sciocchezze sono.
CONTRAPPUNTI
Giovanni è a una svolta cruciale della propria vita: dopo l’abbandono della professione e la successiva separazione dalla moglie, si trova ad affrontare un quotidiano ostico e incerto.

La relazione che ha compromesso il matrimonio fa da sfondo alla trama di ordinario insuccesso affettivo ed economico, dove prende forma un anziano personaggio, il Generale, suo vicino di casa, la cui vita è stata segnata da uno strazio inevitabile.
Giovanni si ritrova così a intrattenere un nuovo rapporto con chi, come lui, affronta la propria vita in solitudine. I due personaggi principali oscillano come onde dello stesso mare, in un continuo andirivieni. Ma il contrasto tra le due modalità con cui ciascuno affronta la propria esistenza pone interrogativi sulla nostra libertà e sulle conseguenze delle nostre decisioni.
Fino a che punto la vita di ciascuno di noi può essere distorta da eventi imprevisti, sia pur comuni al resto dell’umanità, che le si coagulano intorno fino a trasformarla in qualcosa che non ci saremmo aspettati? Fino a che punto riusciamo ad ammettere l’eventualità di poterci, senza volerlo, ritrovare scaraventati nella parodia della vita che, invece, ci piaceva immaginare?
STRADE VERSO CASA
Cinque racconti disseminati nel tempo, cinque storie dal sapore vagamente rétro, che hanno la solitudine come filo conduttore. La scrittura è snella e musicale. Disinteressatamente consigliato.

LINGUA MADRE, Maddalena Fingerle
«Sono pagine di rara potenza, un pugno allo stomaco a chi legge e insieme dimostrazione sul campo di quel potere della parola che è il tema profondo del testo».
Premio Italo Calvino

Maddalena Fingerle, Lingua Madre
Pagine: 200 Brossura
Prezzo: € 17,00
Editore: Italo Svevo
PERCHÉ L’UCRAINA
"Dobbiamo trovare il modo per porre fine a questa guerra prima che ci sia un'escalation".

Noam Chomsky, Perché l'Ucraina
Pagine: 144
Prezzo: € 12
Editore: Ponte alle Grazie
Niente altro da dire. Leggetelo.
GIULIO CESARE VANINI
Tutti conoscono Giordano Bruno, ma pochi Giulio Cesare Vanini, definito dai suoi contemporanei l'acquila degli atei.

Nacque a Taurisano, attuale provincia di Lecce, e fu messo a rogo a Tolosa il 9 febbraio 1619, a trentaquattro anni, per "ateismo, bestemmia, empietà ed altri eccessi". Poco noto, poiché la Chiesa ne ha quasi cancellato la memoria, ha segnato un punto di svolta contribuendo, con le sue opere e con la sua testimonianza, alla nascita dell'Europa laica e moderna.
Questo volume raccoglie gli eventi fondamentali della sua appassionante vicenda umana e intellettuale. Da non perdere.
HO TROPPO POCO TEMPO PER DIRE COS'È IL TEMPO

Su Edoardo Boncinelli, genetista, filosofo e accademico italiano c'è molto da dire, dato che immagino di voi i più non lo conoscano. Ma potete tranquillamente fare un giro in rete e rendervi conto che sapete tutto sui cantanti di Sanremo ma non conoscete le nostre grandi personalità. Il libro è snello e di agevole lettura: riflette sul tempo da diversi punti di vista. Consigliato.
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